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Doppiaggio dei videogiochi in italiano: perché è così raro?

Nonostante l’Italia possa vantare una scuola di doppiaggio di alto livello, ancora oggi i gamer italiani sono costretti a giocare in inglese anziché nella propria madrelingua. Per chi mastica bene le lingue straniere questo non è un problema, anzi, può essere un modo per perfezionare il proprio inglese e unire l’utile al dilettevole. Ma per coloro che non parlano questa lingua giocare può diventare davvero difficile, e questo “handicap” può davvero influire molto sull’esperienza di gioco nel complesso. Allora come mai, nonostante gli italiani paghino il prezzo pieno dei videogiochi, non possono usufruirne nella loro lingua? Vediamolo insieme.

I videogiochi e il doppiaggio in italiano, un problema complesso

Perché i videogiochi non vengono doppiati in italiano?

Non è del tutto vero che i videogiochi non vengono doppiati in italiano. Nel corso degli anni abbiamo visto alcuni ottimi doppiaggi, come quello di Emanuela Pacotto in Alice Madnes Returns, quello di Alessandro Zurla in Alan Wake e quello di Claudio Moneta in Mass Effect, solo per fare qualche esempio. Eppure, molti videogiochi arrivano da noi non doppiati, bensì sottotitolati. Ci si potrebbe chiedere come mai, dato che si tratta comunque di un lavoro di traduzione. La risposta risiede nei costi: pagare un doppiatore è molto più oneroso rispetto al pagamento di un lavoro di traduzione e inserimento dei sottotitoli.

zero escapeEppure, quanto è difficile concentrarsi sull’esperienza di gioco se nel frattempo si devono leggere anche i sottotitoli? In alcuni giochi è praticamente impossibile, come quelli in cui bisogna guidare un’auto e nel frattempo stare attenti alle battute dei protagonisti. Oltre a questa evidente difficoltà c’è anche il lato emozionale, che perde di molto, considerando che leggendo i sottotitoli non si riesce a entrare davvero in contatto con i personaggi e con ciò che provano in un determinato momento.

Oltre al problema del costo, c’è anche quello della difficoltà di traduzione di determinati termini, espressioni o giochi di parole, problema che si riscontra soprattutto con i videogiochi asiatici. In altri casi, ci sono alcuni videogiochi che utilizzano un vero e proprio gergo, intraducibile in italiano. In questi casi si finisce per mettere un sottotitolo che cerca di riassumere il contenuto generale della frase, anche se possiamo immaginare come l’effetto divertente si possa perdere per strada.

Perché allora non ingaggiare dei doppiatori e, se necessario, far pagare un piccolo sovrapprezzo per il videogioco doppiato? Semplice, perché sarebbe una spesa che potrebbe non avere un ritorno. E tu, spenderesti qualche euro in più per un videogioco doppiato in italiano?

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