recensione Resident Evil 7

Resident Evil 7 è davvero avvincente?

Una recensione di Resident Evil 7 non può che cominciare con la sottolineatura del ritorno alle origini che è stato tentato da questo titolo, ideato anche per favorire il rilancio di Capcom che negli ultimi tempi ha incontrato qualche difficoltà di troppo. Il marchio giapponese, che proprio per merito del primo capitolo di Resident Evil aveva conosciuto un successo mondiale un paio di decenni fa, si è riscattato con un videogame giudicato da molti addetti ai lavori ben riuscito: un survival horror che, complici le ambientazioni scelte e la trama intrigante, potrebbe far venire l’acquolina in bocca anche ai gamer che erano stati parzialmente delusi dagli episodi precedenti.

In Resident Evil 7 si può rintracciare il classico gameplay del titolo abbinato a novità interessanti, tra le quali quella di maggior rilievo va individuata senza dubbio nel cambio di visuale. L’inquadratura in terza persona, infatti, è stata messa da parte, e al suo posto è subentrata l’inquadratura in prima persona, che per altro ormai è tipica di quasi tutti i videogiochi. Forse i puristi e i giocatori più reazionari non avranno apprezzato molto questo mutamento, ma in realtà i vantaggi che ne derivano sono molteplici.

I personaggi di Resident Evil 7

Resident Evil 7 recensioneResident Evil 7 ha detto addio ai personaggi storici della serie: il protagonista, infatti, adesso è un uomo comune di nome Ethan Winters, che non dispone di alcun potere speciale e che da tre anni deve fare i conti con la sparizione della propria moglie. La donna, però, non è stata uccisa come lui crede: infatti, il gioco comincia proprio nel momento in cui il protagonista riceve un filmato della moglie, che lo invita a non cercare di mettersi in contatto con lei e si scusa per quel che gli ha fatto passare negli ultimi tre anni, da quando è scomparsa.

Così, Ethan inizia a cercare la moglie, ovviamente andando contro a quel che lei gli ha chiesto, e per il giocatore è il via ad un viaggio tra indizi e avventure. Tra zone putride e ambienti infestati da serpenti e altri animali pericolosi, il gioco si sviluppa in maniera piuttosto lineare ma non per questo noiosa. Una giusta dose di pazienza è quel che ci vuole per ricostruire la storia della moglie del protagonista tramite gli indizi che sono stati disseminati dagli sviluppatori in tutta la mappa, mentre è la gestione dell’inventario la vera sfida per chi si trova al di qua dello schermo: le armi sono sempre poche.

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